Ciao, sono Alessandro — da sempre un esploratore per natura. Ho 53 anni, convivo con Alba, e siamo genitori di Olivia, una bimba di 4 anni e mezzo che mi sta insegnando che la creatività non si impara ma si ri-scopre. Non è una competenza, è un ritorno a quello che siamo veramente prima che il mondo ci convinca di essere diversi.
Disegnavo da bambino, poi le regole e le convenzioni sociali me l’hanno soffocata. Durante l’università, in un periodo intenso, ho ricominciato — non per creare un’opera, ma per dare ascolto a una voce ormai debole. Quella creatività non mi ha più abbandonato, anche se spesso rimasta nascosta sotto una vita lavorativa molto diversa.
Il momento che ha cambiato tutto? Nel 2021, leggendo un libro su come funziona il cervello dei bambini, ho scoperto che la creatività raggiunge l’apice intorno ai 6 anni, e poi inesorabilmente scema.
Quella consapevolezza è stata con me finché, nel 2023, non ho ricominciato a creare. Ma questa volta è stato diverso.
Una sera, frustrato da un lavoro che non mi piaceva, ho strappato tutto e l’ho gettato sul tavolo. Seduto davanti a quel disastro, ho iniziato a osservare i «pezzi falliti» e ho visto che avevano una loro bellezza. Li ho incollati insieme, creando qualcosa di nuovo dalla rovina.
In quel momento ho capito: l’errore non era il nemico. Era la porta.
La creatività non richiede talento. Richiede uno spazio dove puoi tornare a essere quello che eri prima che il mondo ti insegnasse come dovresti essere. Uno spazio dove non c’è giudizio, non c’è performance, non c’è errore — perché tutto può diventare parte di qualcosa di più grande.
Ecco perché ho creato Identity. Perché voi genitori meritavate di ritrovare quella creatività che avete perso, e i vostri bambini meritano di non perderla mai.